Attentato al centro radar by Franklin W. Dixon

Attentato al centro radar by Franklin W. Dixon

autore:Franklin W. Dixon
La lingua: ita
Format: mobi, epub
pubblicato: 2019-04-05T15:26:18.201000+00:00


11

Anche i due fratelli Hardy si bloccarono di scatto, allibiti, con il cuore che martellava come impazzito. Poi compresero il significato di quell'ombra spettrale. Una piccola mano sporgeva dall'orlo di uno dei crepacci e il fuoco ne rimandava l'immagine sulla parete, ingrandendola a dismisura.

- Biff! - chiamò Joe.

Gli rispose una specie di rauco lamento. Balzarono in avanti tutti e tre, si chinarono sull'orlo dell’apertura che pure avevano esplorata poco prima, ed aiutarono Biff ad uscirne.

- Come ti senti? - chiese Joe che aveva notato un grosso bernoccolo proprio sulla tempia di Biff.

- Meglio, ora! Mi gira un po' la testa, ma passerà subito.

- Come è accaduto, Biff?

- Sono andato giù come un sacco... Ho pestato la testa laggiù dove c’è una sporgenza di roccia. Mi son svegliato che ce l’avevo proprio sopra. Devo esser rimasto svenuto per qualche minuto. Mi avete cercato, vero?

- Qualche minuto? Se ti abbiamo cercato? - gli fece eco Chet. - Ma è un’ora che non facciamo altro!

Biff lo guardò incredulo. Quasi per consolarlo, Chet gli raccontò che qualcuno aveva rubato tutta la loro roba.

- Che pasticcio, vecchio mio! - esclamò Biff, rimettendosi pian piano a camminare, in mezzo ai tre amici. Ritornarono alla caverna esterna e ripresero a dormire. Al sorger del giorno si risvegliarono e ripresero a lamentarsi per la scomparsa degli zaini.

- Abbiamo la fortuna contraria, c’è poco da dire! - esclamò Frank. - Il nostro amico-ladro ci ha ripuliti ben bene.

- Almeno il tempo si è messo al bello - lo consolò Biff.

Dalla soglia della caverna si poteva infatti vedere il sole che scintillava sull’azzurro calmo del mare. Chet prese in mano il suo prezioso rivelatore di metalli e cominciò a farlo andar su e giù. - Uhmm, strano! - bofonchiò.

- Hai trovato il tesoro dei pirati? - scherzò Joe.

- No. Ma sento un ronzio strano, nella cuffia del mio strumento. Non vorrei che si fosse rotto - rispose Chet serio. Così dicendo, Chet era giunto sulla spiaggia. A un tratto si buttò in ginocchio e cominciò a scavare furiosamente nella sabbia. I due Hardy e Biff restarono a guardarlo, dall’ingresso della caverna.

Finalmente Chet si rialzò, tenendo in mano qualcosa.

- Ve l’avevo detto io, che il mio rivelatore è portentoso!

- Cosa hai trovato? - chiese Biff, mentre i due fratelli accorrevano accanto a Chet.

- Una pistola! Una pistola antica! Di qualche pirata!

- Perbacco! Ti devo le mie scuse, Chet, per aver riso del tuo giocattolo. Fa un po’ vedere... - prese la pistola dalle mani dell’amico e la ripulì della sabbia che la chiazzava qua e là.

- Ma questa non è antica!

- Giusto! - confermò Joe. - Non ha la minima traccia di ruggine. Sembrerebbe una Smith & Wesson.

- C’è scritto “made in Spain” - aggiunse Biff che si era avvicinato ad osservare l’arma. - È di fabbricazione spagnola. Chet guardò gravemente i suoi amici e chiese: - Ebbene, ragazzi, cosa ne pensate?

- Forse è con questa che qualcuno spara, qui, di notte - suggerì Biff. - Hanno sentito in molti, mi pare.



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